“Bella Ciao”, inno d’Italia

bellaciao.jpgRinfresco questo blog ancora in fase di rodaggio con una provocazione: facciamo di “Bella Ciao” il nuovo inno d’Italia.

Dunque, prima di tutto va detto che questi sono giorni frenetici per l’ANPI di Arcevia. Il 25 aprile abbiamo organizzato la quarta edizione di “Scriviamo la Liberazione”, il meteo è stato clemente ed il pubblico ha partecipato come sempre. Quest’anno abbiamo avuto anche canti e musica grazie agli amici di Senigallia che torniamo a ringraziare per la disponibilità e per la simpatia. Ne è seguito un bel pranzo al ristorante la Baita… è stata davvero una bella giornata! Qualche giorno dopo, il 29, si è svolta una riunione dei tesserati ANPI per discutere sulla Conferenza organizzativa che si terrà a Chianciano a fine giugno. Il prossimo fine settimana si svolgeranno le celebrazioni per il 65esimo anniversario dell’Eccidio di Monte Sant’Angelo che vedrà come oratore ufficiale, domenica 10 maggio, Guglielmo Epifani.

Nel frattempo la cronaca nazionale ci ha restituito episodi degni di nota. Uno su tutti: il 25 aprile il Capo del Governo ha finalmente fatto il grande passo prendendo parte attiva alle celebrazioni e rendendo omaggio insieme al Presidente Napolitano all’Altare della Patria. Non è comunque mancata la solita querelle su “pacificazine” e “parificazione” ed una ciliegina finale, una vera e propria chicca, proveniente dal premier: “la Festa della Liberazione è la Festa della Libertà”. Non so perché… ma l’assonanza è un po’ preoccupante 😉
In ogni caso, a differenza di quanto successe l’8 settembre 2008, nessuno scontro vero e proprio, giusto alcune puntualizzazioni, sempre opportune a mio parere, sul fatto che il giudizio storico deve essere sì affiancato, ma mai sostituito, dal comune sentimento di pietà per quanti persero la vita in quegli anni tragici.

E’ tuttavia dalle cronache locali che sono emersi fatti significativi che hanno come protagonista proprio la nostra amata “Bella Ciao“.

Prima notizia: ad Alghero (SS), già lo scorso anno il sindaco aveva posto il veto sull’esecuzione di Bella Ciao da parte della banda locale durante le celebrazioni per la Festa della Liberazione. Ne era seguita una coda polemica. Parte della cittadinanza si era mobilitata organizzando una manifestazione spontanea con tanto di corteo lungo le strade cittadine, naturalmente intonando la canzone. Quest’anno la storia sembrava ripetersi, sennonché – le buone notizie fanno sempre piacere – durante il corteo ufficiale la banda ha intonato “Bella Ciao” e tutti i partecipanti l’hanno cantata. Tutto è bene quel che finisce bene 😉

Seconda notizia: a Rovigo, durante le celebrazioni per il 25 aprile, non appena la banda cittadina ha intonato “Bella Ciao”, un consigliere comunale del PdL si è allontanato in segno di protesta! Da quanto risulta sulla stampa locale lo stesso ha sostenuto come la sinistra ancora una volta voglia impossessarsi della storia di tutti e della memoria di tutti… mah!

Terza notizia: ad Aosta sembrava che il 25 aprile la banda non dovesse suonare “Bella Ciao”. Motivo: non figurando tra gli inni ufficiali, la canzone non poteva essere eseguita durante il picchetto dei militari. Sul suo blog il segretario del PRC Ferrero aveva anticipato, il 22 aprile, che il Ministro della Difesa La Russa aveva diffuso una circolare interna per vietare alle bande (presumo bande “militari”) di eseguire la canzone della Resistenza. Lo strappo, a quanto pare, si è ricucito: il Ministro ha smentito l’esistenza della circolare e la mattina del 25 aprile all’apertura delle celebrazioni la banda municipale ha intonato “Bella Ciao” durante il corteo delle associazioni d’arma e combattentistiche.

Che dire? Io credo che vi sia un grosso equivoco di fondo, che parte proprio dalla difficoltà e dall’imbarazzo, per alcuni, di assumere la Resistenza come valore condiviso. Parliamo di Bella Ciao: è il canto della Resistenza, era intonata da tutti i partigiani al di là delle appartenenze politiche. Ed è ancora una canzone melodicamente bellissima, poetica e struggente, piena di speranza e di amore. E non è una canzone di “sinistra” anche se è innegabile che, di fatto, ad amarla ed a cantarla sono più coloro che si identificano con una certa parte politica… Ma questo è forse un demerito? E vale poi a scalfire il valore simbolico di quella canzone?
Il fatto è che tutti dovrebbero amarla e cantarla, perché intonare questa canzone significa, in fin dei conti, rendere omaggio alla Resistenza, alla Costituzione e dunque alla nostra cara Italia.

Per paradosso, ma è così, “Bella Ciao” è la canzone più patriottica che abbiamo, un inno da cantare, almeno qualche volta, tutti insieme.

Per approfondimenti:

Alghero
http://www.inviatospeciale.com/2009/04/ad-alghero-bella-ciao-e-vietata/
http://notizie.alguer.it/n?id=23651
http://www.algheronotizie.it/articoli.php?id_articolo=9819

Rovigo
http://www.gazzettino.it/articolo_app.php?id=17083&sez=NORDEST&npl=&desc_sez=

Aosta
http://www.paoloferrero.it/?p=1361
http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=3.0.3241467513
http://www.regione.vda.it/notizieansa/details_i.asp?id=64085

“Bella Ciao” su Wikipedia:
http://it.wikipedia.org/wiki/Bella_ciao

“Bella Ciao” cantata dai Modena City Ramblers su youtube:
http://www.youtube.com/watch?v=tU6t-CmF8l4

“Bella Ciao”, inno d’Italiaultima modifica: 2009-05-02T13:46:00+02:00da facsoget
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